Stiamo bollendo, e nemmeno lentamente.
Riflessioni
• 20 ago 2026 • 4 min
Riflessioni
Riguardo Marty Supreme
Appunti sparsi sul film di Josh Safdie.
- Durden
- 31 gen 2026
- 4 min
La settimana scorsa ho visto Marty Supreme al cinema. Era il 25 gennaio, il film era uscito da una settimana circa e la sala era strapiena. Di seguito alcuni appunti su quest’esperienza.
1) Questo film scappa via come un treno. Non ti molla un attimo: è frenetico come una partita di ping pong, è tarantolato come il suo protagonista. Questa cosa del ritmo sempre alto è un tratto distintivo del regista, Josh Safdie (e del fratello Benny con cui ha codiretto i suoi film precedenti), così come l’uso di primi piani e inquadrature asfissianti, i dialoghi pieni di scambi veloci e la musica sparata nelle scene clou.
Questo non vuol dire che il film mantenga una velocità unica e costante per tutta la durata. Ci sono momenti in cui decelera, sì, ma lo fa senza farti percepire lo scarto, non so come altro dire. Cioè, ad esempio nel primo terzo di film c’è una scena-flashback in cui un detenuto di Auschwitz trova un alveare e fa qualcosa con il miele.
In teoria si tratta di un momento di tregua all’interno di una fase piuttosto concitata – quella del primo torneo internazionale a cui partecipa Marty – ma in realtà le sequenze sono alternate con quelle di un’altra scena, in cui il protagonista ha un incontro romantico e clandestino; e il montaggio, la musica, le inquadrature: tutto contribuisce a caricare emotivamente queste scene così tanto che non sembra più una pausa, sembra il film che continua a scorrere forte.
Ed è tutto così: ogni volta che la storia pare fermarsi per respirare, e far respirare così anche gli spettatori, tutte le volte si tratta di un respiro brevissimo e subito interrotto.
2) Marty Supreme è un racconto di formazione con un protagonista amorale e sociopatico. Cioè, di regola un racconto di formazione dovrebbe mostrarci il percorso del protagonista per arrivare a realizzare sè stesso attraverso una serie di errori e disavventure che lo renderanno una persona migliore.
Marty Mauser però non ha alcun interesse a diventare una persona migliore. L’unica cosa che gli importa è affermarsi come migliore pongista americano e raggiungere così fama e successo. Per farcela è disposto a tutto, e a sacrificare tutto e tutti senza mostrare mai particolari sensi di colpa.
Molto raramente Marty si lascia andare a momenti di umanità o compassione per chi gli è vicino o tiene a lui. Le poche scene in cui succede qualcosa del genere sono particolarmente toccanti, ma per la quasi totalità del film possiamo dire che si comporti da completo pezzo di merda.
È l’antieroe tipico delle opere dei Safdie: divertente, molto sveglio e totalmente disinteressato alla morale. Se un domani facessero un film su Berlusconi non ci vedrei nulla di strano.
3) Marty Supreme è un Prova a prendermi “on steroids”.
4) Marty Supreme non è solo Marty Mauser, il protagonista ispirato a Marty Reismann. Il film mette in scena un cast di personaggi tutti fighi e interessanti, approfonditi il giusto da farci tenere per loro – o da farci spaventare da loro. Sono tutti scritti da dio e Rachel è una grande coprotagonista.
Guarderei sicuramente anche uno spin off dedicato a Wally, il tassista interpretato da Tyler, the creator.
5) Forse il film va leggermente lungo nel secondo terzo. A un certo punto erano quasi due ore di film e mi sono chiesto se avremmo mai visto Marty arrivare in Giappone o se invece non sarebbe finito prima. Forse nella parte centrale succede davvero troppa roba, ma il fatto è che io da spettatore non avrei rinunciato a nulla di tutto quello che ho visto e quindi direi che va bene lo stesso.
6) Il 2025 è stato uno dei migliori anni di cinema made in USA da che ho memoria.
È curioso come nel momento di peggiore regressione della democrazia, della società e dell’immagine stessa che abbiamo degli Stati Uniti nel mondo, siano emerse ancora una volta delle produzioni americane in grado di lanciare dei capolavori totali. (Per me One Battle After Another e Marty Supreme sono dei capolavori. E devo ancora vedere Sinners).
One Battle After Another in questo senso è anche un film coraggioso, visto che si tratta di un’opera che ha chiaramente nella ribellione a un certo tipo di potere uno dei suoi temi centrali. Col film di Anderson, Marty Supreme condivide però il ritmo alto, il linguaggio politicamente scorretto e la volontà di spingere tanto sull’esplicito e sull’emotivo. In qualche modo sono film raffinati e cafoni al tempo stesso.
Mi piace molto questa fase del cinema statunitense, peccato davvero per tutto il resto.
7) Gli Oscar sono una buffonata, ormai è chiaro, ma comunque se Chalamet prendesse l’Oscar per il Miglior Attore Protagonista direi proprio che ci starebbe.
8) Accanto a noi in sala c’erano due signore over sessanta che per qualche motivo si sentivano autorizzate a parlare fra loro ad alta voce per commentare tutti i momenti più tesi. E Marty Supreme, come dicevo, è un film pieno di momenti tesi. Verso la fine del film c’è una scena molto bella – non voglio spoilerare nulla ma diciamo pure che è la scena che stavamo aspettando tutti – e loro continuavano a commentarla in live e io ho detto shhh perché non ce la facevo più e subito dopo la scena è finita e io non me la sono goduta per un cazzo.
(Come mai queste persone non riescono a capire come funziona la dimensione cinema? Alla loro età, non dovrebbero averlo capito già da molto tempo? O forse sono io a non capire?).
Vabbé comunque Marty Supreme è davvero un gran bel film.
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