Stiamo bollendo, e nemmeno lentamente.
Riflessioni
• 20 ago 2026 • 4 min
DRITTE #02
L’uomo sul filo, un podcast di storie assurde e Jannik Sinner.
- Durden
- 19 luglio 2025
- 5 minuti
Man on Wire (2008, James Marsh)
Superman di James Gunn è uscito dieci giorni fa e io non l’ho ancora visto. Avrei voluto vederlo in tempo per inserirlo fra le nuove Dritte e fare quello sempre sul pezzo, ma non tutto va come vorremmo nella vita. (Comunque dicono tutti sia molto bello, quindi nel dubbio ve lo consiglio lo stesso).
Per rimanere in tema, allora, ho deciso di raccomandarvi un documentario che parla di un tizio che volava. Per davvero. Ok, non proprio per davvero perché in realtà camminava su una corda, ma lo faceva a più di quattrocento metri d’altezza e senz’alcuna protezione. Il che comunque mi sembra abbastanza supereroistico se permettete.
Il documentario si chiama Man on Wire e riprende l’impresa di Philippe Petit, l’uomo che la mattina del 7 agosto 1974 ha camminato per 45 minuti su un cavo steso fra le Torri Gemelle. Sì, 45 minuti, tre quarti d’ora in cui ha compiuto otto traversate mentre la polizia – accorsa in cima agli edifici per fermare quella performance illegale – non sapeva cosa fare.
Insomma, come avrete capito Philippe Petit è un tipo piuttosto eccentrico – per usare un eufemismo. Ai tempi era anche un funambolo eccezionale e Man on Wire fa un ottimo lavoro di ricostruzione del personaggio e della sua carriera artistica.
Il taglio à la heist movie, le interviste con lo stesso Petit e l’elegante colonna sonora rendono il tutto più figo, ma francamente penso bastino i filmati di quella camminata – e di altre sue esibizioni – a giustificarne la visione. E a farvi venire il vuoto allo stomaco.
Lo trovate a pagamento su varie piattaforme, ma anche gratis su Youtube se ve lo accollate in lingua originale – che comunque, detto fra noi, è proprio come vi consiglio di vederlo.
Mirabilia (Alessandro Calzolaro)
A proposito di gesta straordinarie: il podcast che vi consiglio oggi è Mirabilia, scritto e prodotto da Alessandro Calzolaro.
Appassionato di fatti incredibili, Calzolaro ha lanciato questo podcast praticamente per hobby nel 2021. Nel giro di quattro anni ha pubblicato oltre centocinquanta episodi dedicati, appunto, a personaggi o eventi fuori dal comune che hanno segnato la Storia.
Se il soggetto che sceglie di volta in volta è già sufficiente a incuriosire, le puntate sono anche scritte benissimo e catturano l’ascoltatore sin dall’incipit, con uno stile sempre coinvolgente e coinvolto.
Calzolaro è bravo non solo ad analizzare l’aspetto assurdo e spesso irrazionale degli eventi che racconta, ma anche ad approfondire la storia delle persone che li hanno attraversati.
Ci sono diverse puntate che mi sono piaciute parecchio e che vi suggerirei per iniziare (la storia della spia Juan Pujol Garcia è abbastanza fuori di testa, ma anche la Strega di Wall Street non scherza mica), ma se dovessi sceglierne solo una vi direi di ascoltare la numero 94. Quella su Diana Nyad.
Nyad – a cui sono stati dedicati anche diversi film – è una nuotatrice statunitense che ha compiuto svariate imprese da record. La più iconica è stata l’aver nuotato dall’Avana a Key West (sì, da Cuba alla Florida) nel 2013 – all’età di 64 anni. Roba da supereroi, per l’appunto.
Ma Nyad è molto più dei suoi record sportivi: la sua è una storia complessa, fatta di traumi profondi e legami di ferro, e Calzolaro ce la racconta in una puntata che emoziona dall’inizio alla fine.
(E la scelta dei brani di Eminem per riempire le pause: 🔥🔥🔥).
Bonus Track: Sinnema
Le prime Dritte le ho pubblicate il 27 giugno e ci ho incluso uno spot Rolex visto negli Internazionali di Tennis di Roma, giocati a maggio. (Se qualcuno della Rolex mi legge: sto ancora aspettando il bonifico fate in fretta grazie).
Sinner aveva già perso contro Alcaraz sia la finale di Roma, sia – soprattutto – quella spettacolare del Roland Garros, andata in scena l’8 giugno. Un match durato cinque ore e che è stato più volte sul punto di vincere, solo per vederlo scivolare via al tie-break del quinto set.
Come sappiamo, però, c’è voluto solo un mese perché Sinner potesse guadagnarsi la redenzione – e che redenzione: domenica scorsa ha battuto finalmente Alcaraz in un’altra finale, aggiudicandosi così un nuovo Slam. Quello di Wimbledon, cioè, il più prestigioso di tutti.
Io di tennis non capisco granché, ma sbaglio o qui Sinner lo stava prendendo a cannonate?
L’ha vinto dopo aver disputato un torneo fenomenale, superando avversari e momenti durissimi. L’ha vinto quando tutti pensavamo che Alcaraz fosse ormai sul punto di dominare la loro rivalità. Soprattutto, l’ha vinto nonostante quel duetto imbarazzante con Bocelli.
Qui potete rivivere il game decisivo del secondo set, in cui Sinner ha tirato fuori un colpo più assurdo dell’altro. Forse il momento più esaltante di quella che è stata, anche in questo caso, un’impresa straordinaria.
Se vi va di dire la vostra potete farlo andando QUI, oppure scrivendomi a [durdenplaza@gmail.com].
E ricordate sempre: “All you have to do is… is to be yourself”. (Ancora non ho capito chi ha avuto quest’idea e perché).
Buon weekend!
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