DRITTE #03

Uno dei migliori anime in circolazione e una pagina Instagram molto bella (per nerd).

Frieren: Oltre la fine del viaggio

(Il manga è scritto da Kanehito Yamada e disegnato da Tsukasa Abe. L’anime è prodotto dallo studio Madhouse).

Iniziamo dal dire che Frieren è un manga/anime atipico. Lo è sotto vari aspetti, a partire da quello narrativo: nel primo capitolo in pratica scopriamo che la storia è già finita. Frieren, una maga-elfa molto potente, fa parte di un gruppetto di quattro eroi che ha appena sconfitto il malvagio Re dei Demoni, mettendo così fine a un’avventura durata dieci anni.

Il gruppo rientra nella capitale dove viene accolto dai cittadini in festa, ma di lì a poco si disgrega: i membri, conclusa l’impresa, tornano ognuno alla propria vita. Si reincontrano dopo cinquant’anni e Frieren – che essendo un’elfa può vivere per diversi millenni – trova i suoi compagni umani molto invecchiati.

Dopo la morte di uno di questi, nella maga – presa dal rimpianto per non aver tentato di conoscerlo più a fondo – scatta qualcosa. Parte così per un altro viaggio, lungo il quale costruirà nuove amicizie e affronterà nuove sfide, con un doppio obiettivo: scoprire incantesimi rari e, soprattutto, capire meglio gli esseri umani.

Quello di Frieren è un mondo fantasy in piena regola, tipo D&D o Signore degli Anelli, dove maghi e guerrieri devono vedersela con gli attacchi di mostri e demoni. Tuttavia, poiché qui il boss finale è già stato battuto e l’umanità messa in salvo, il focus dell’opera non è tanto sul progresso della trama quanto sulle protagoniste e il loro sviluppo.

Già questa è una caratteristica peculiare per uno shonen, ma a rendere unico Frieren sono le tematiche toccate e intorno a cui si determina la crescita interiore dei personaggi.

Per la protagonista, ad esempio, l’aver intrapreso un nuovo viaggio non è tanto un modo per mettersi alle spalle quello appena concluso, quanto per riviverlo; esattamente come stringere nuovi legami non serve a sostituire quelli vecchi, ma a riapprezzarli. Frieren è, alla base, un racconto sulla fine delle cose e sull’importanza di saperci convivere.

La maga-elfa, destinata a sopravvivere molto più a lungo a tutti e tutto ciò che la circonda, è la figura perfetta per esplorare temi del genere, ma anche i personaggi a cui si lega man mano – in primis la giovane allieva Fern e l’altrettanto giovane guerriero Stark – sono portatori sani di traumi e perdite da superare.

Proveranno a superarli insieme, aiutandosi e imparando a conoscersi, in un’avventura dall’alto coefficiente emotivo. (Non dico che ci sono puntate in cui mi sono commosso eh, dico solo che potrei aver avuto qualcosa negli occhi a volte, ecco tutto 🥲).

Insomma, sì: Frieren è una reinterpretazione in chiave malinconica – e anche un po’ esistenzialista – delle formule narrative del fantasy. Con ciò non vorrei pensaste, però, che sia anche pesante – qualsiasi cosa intendiate con questo aggettivo.

Innanzitutto, perché è pieno di situazioni e dialoghi divertenti. Il fatto che al cuore della storia ci siano tematiche più o meno profonde non vuol dire che i suoi personaggi siano pallosi. Al contrario, sia Frieren che i suoi compagni di viaggio sono figure vitali, proattive, e anche piuttosto ironiche e inclini a prendersi per il culo fra loro.

Inoltre, sebbene non sia il drive principale dell’opera, l’azione non manca di certo e nemmeno la lore su abilità, poteri e livelli di forza. I combattimenti – magici e non solo – non saranno frequenti come in altri shonen ma sono ben strutturati, e da un certo punto in poi anche abbastanza tesi e cruenti.

Beh, cosa dirvi di più? Frieren: Oltre la fine del viaggio è una storia che emoziona, diverte e gasa pure parecchio. Non è semplice trovare un prodotto che riesca così bene in tutti questi aspetti.

Riguardo la scelta del formato manga o anime: io ho iniziato leggendone una dozzina di capitoli e poi ho proseguito guardando l’anime, di cui trovate la prima stagione su Netflix. (E il prossimo gennaio esce la seconda!). Senza dilungarmi troppo posso dire che sono stupendi entrambi e quindi scegliete un po’ come vi pare, ve lo godrete in ogni caso.

(Il comparto sonoro dell’anime comunque, con le sue atmosfere stile Signore degli Anelli, è davvero tanta roba).

Bonus Track: Internet Pitstop

Ho aperto le dritte con un manga, e allora continuiamo sul binario nerd: ho da poco scoperto Internet Pitstop, un content creator bosniaco-americano che parla di anime, videogames, cinema e cultura pop in generale.

È uno di quegli youtuber americani di nuova generazione che fanno video-saggi molto densi, con montaggio frenetico e mille battute al minuto, ma che provano sempre a dire qualcosa di interessante. (Fa anche un uso creativo del green screen che è davvero niente male, se posso).

Se lo metto nelle bonus track però non è per parlarvi dei suoi video, dato che finora ne ho visti interamente solo due. (L’ultimo comunque è abbastanza figo e se vi piace/avete giocato Zelda ve lo consiglio).

In realtà io sto in fissa con la sua pagina Instagram, dove pubblica con buona frequenza gallery con panel di manga e fumetti, o immagini di videogame anni novanta e film, accompagnati da tracce pop/rap sempre molto evocative.

Tipo così.

Se vi piace nerdare anche sui social, seguire la pagina di Internet Pitstop potrebbe essere un’ottima idea.

Se vi va di dire la vostra potete farlo andando QUI, oppure scrivendomi a [durdenplaza@gmail.com].

Buon weekend!

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