Stiamo bollendo, e nemmeno lentamente.
Riflessioni
• 20 ago 2026 • 4 min
Immagine generata con AI e diffusa su X da un account vicino al Rassemblement National. Fonte: The Guardian.
Riflessioni
Propaganda artificiale
Come i partiti usano l’AI per generare mostri.
- Durden
- 15 set 2025
- 4 min
Quando alcuni anni fa il mondo s’è accorto di quanto stava evolvendosi in fretta la capacità di generare immagini e video altamente realistici grazie all’intelligenza artificiale, diversi esperti e riviste del settore hanno sottolineato i rischi che tale sviluppo tecnologico avrebbe comportato per la società.
Senza regolamentazione, avvisavano, quei contenuti potevano rappresentare una minaccia per i processi democratici-elettorali e favorire la disinformazione.
Salto in avanti potente: siamo nel 2025, immagini e video generati con AI sono arrivati a un livello di realismo impressionante, e chi avrebbe dovuto occuparsi della loro regolamentazione – e cioè la politica – li usa con grande disinibizione per fare propaganda online.
L’utilizzo di immagini generate con l’AI, ve ne sarete accorti, sembra essere una specialità perlopiù di certi partiti – e cioè quelli di destra e ultradestra. Lo vediamo ad esempio in quei post social che riprendono notizie di cronaca riguardanti reati compiuti da immigrati o stranieri (da sempre un grande classico della comunicazione di questi partiti).
In quelle immagini, generate da zero con programmi tipo Midjourney o Stable Diffusion, vediamo sempre la stessa cosa: uno o più uomini stranieri stereotipati, solitamente islamici dall’aspetto feroce, sul punto di aggredire una vittima inerme che può essere un anziano, dei bambini o una ragazza – dipende dal caso di cronaca.
Ma perché lo fanno? Beh, innanzitutto perché è comodo: grazie all’AI non devono più sbattersi per reperire foto scioccanti del reo o del reato. Adesso possono crearsele direttamente da soli e anzi, possono pure disegnare nei minimi dettagli il mostro perfetto da dare in pasto alla loro audience.
Inoltre, banalmente, perché funzionano: la natura inquietante e violenta di queste immagini cattura facilmente l’attenzione sui social e genera facili consensi, tantopiù se vengono scambiate per foto autentiche – cosa che inevitabilmente succede e anche di frequente, visto che l’utente medio sui social non indaga a fondo tutto ciò che gli capita sotto gli occhi.
Pare che fra i primi ad adottare questa strategia in Europa siano stati i tedeschi di Alternative für Deutschland e i francesi del Rassemblement National, durante le campagne per le rispettive elezioni nazionali e per quelle europee. In Italia c’ha pensato soprattutto Lega che, a partire da quest’anno, ha iniziato a spingere immagini generate con AI come se non ci fosse un domani.
(Vorrei tanto sapere come sarebbe andata se Lega avesse avuto a disposizione questi strumenti ai tempi in cui s’accaniva contro i meridionali. Avrebbe pubblicato sui social le immagini di selvaggi bruni e sporchi di terra che depredavano il welfare dei biondi lavoratori settentrionali? Chissà, probabilmente sì).
Ciò che mi lascia maggiormente perplesso è che non sembra freghi granché a qualcuno. Forse siamo – già – così assuefatti dalla proliferazione di contenuti generati con AI che abbiamo rinunciato a distinguere, o a pretendere che un post contenga fatti e immagini reali.
Questo però è un problema, specialmente se si tratta di post pubblicati da politici e partiti che non si fanno particolari scrupoli a manipolare la realtà, o a diffondere odio, in nome dei loro obiettivi elettorali.
Va detto che qualcuno ha provato a metterci una pezza, e quel qualcuno è, come spesso accade, l’Unione Europea. In teoria, l’EU AI Act – entrato in vigore l’1 agosto 2024 – dovrebbe obbligare chi posta contenuti generati con AI a segnalarlo (con etichette e didascalie, ad esempio). In teoria, appunto, perché a un anno dalla sua entrata in vigore non lo rispetta nessuno, tantomeno Lega e gli altri partiti europei citati sopra.
Insomma, l’era dell’AI è appena iniziata e le applicazioni distopiche di cui avvisavano anni fa gli esperti si sono già concretizzate tutte. Riusciremo a invertire la rotta? Non ne ho idea ma faremmo bene a provarci. Perché se l’intelligenza artificiale genera mostri, anche il sonno della ragione non scherza.
Un articolo più in ritardo di Odisseo.
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